Elenco degli articoli scritti da "Paolo Perazzolo, Autore a Paoloperazzolo.it - Pagina 11 di 22"
Le mille e una notte di Giuseppe Pitrè
La ricchezza della nostra tradizione non cessa di stupirmi. L’ultima scoperta riguarda una raccolta di fiabe che Italo calvino giudicò una delle più importanti in assoluto nella nostra lingua.
Si tratta di Il pozzo delle meraviglie di Giuseppe Pitrè che Donzelli ha avuto il merito di riscoprire e pubblicare.
Giuseppe Pitrè fu figura geniale e affascinante: medico di professione, girò in calesse la Sicilia per raccogliere dalla viva voce della sua gente i racconto orali.
Il risultato è questo libro meraviglioso, illustrato da Fabian Negrin, al quale ho dedicato questo articolo.
Michele Serra, sdraiati ma non rassegnati
Michele Serra domina le classifiche dei libri più venduti con il suo Gli sdraiati (Feltrinelli), efficace immagine di una generazione apatica, sopraffatta dalle nuove tecnologie e , soprattutto, poco incline a comunicare con i genitori.
Ai quali, comunque, Serra non risparmia nulla: che “i vecchi” siano i buoni e dalla parte del giusto e i giovani i cattivi e dalla parte del torto, non è la sua tesi. Ognuno ha le sue colpe, le sue fatiche.
Se l’obiettivo è – come dovrebbe essere – quello di rendere nuovamente possibile questo dialogo, necessario e fondamentale, la volontà di trovare una nuova via, un ponte, una terra di mezzo va messa in primo piano. In fondo, il padre del libro che, con tutti i suoi limiti, non si rassegna a questa distanza con il figlio e si intestardisce a portarlo in montagna, può insegnarci molto: come racconto qui.
Lo spirito di San Francesco aleggia su di noi
Dev’esserci qualcosa nell’aria che ci riporta a San Francesco. Tre libri usciti di recente pongono al centro la straordinaria esperienza dell’uomo di Assisi. La cosa stupefacente, per me, è che tutti e tre sono stati concepiti prima che un certo Bergoglio scegliesse il nome di Francesco per il pontificato. Segni dei tempi…
Dacia Maraini si è dedicata a Santa Chiara (Rizzoli). Chiara Frugoni – fra le massime esperte di francescanesimo – si è divertita a immaginare il rapporto fra Francesco e il lupo (Feltrinelli).
Alessandro Mari, giovane e bravo scrittore, dotato di una scrittura ricercata e ricca, appassionato di storia, come dimostra il suo esordio Troppa umana speranza, ha scritto invece Gli alberi hanno il tuo nome (Feltrinelli). L’idea di fondo è quella di istituire un parallelo fra la vocazione e la ricerca, travagliata, di Francesco e la vocazione e la ricerca dei giovani d’oggi. Così, si muove nel tempo fra gli anni di Francesco e il nostro presente, incarnato da una ragazza di nome Rachele, psicologa, fidanzata con Ilario.
Che cosa hanno in comune lei e San Francesco? Leggete qui…
Italiani, popolo di ignoranti
Uno dei segni del declino del nostro Paese è la scarsa propensione a leggere libri, andare al cinema e a teatro, visitare una mostra, insomma tutto ciò che, con brutta espressione, si definisce “consumo culturale”, ma che indica la vitalità intellettiva di una comunità.
I dati di uno studio della Commissione europea sono sconfortanti. Li trovate in questo mio articolo: Siamo un popolo di ignoranti. Il confronto con gli altri Paesi europei è umiliante: anche questo sintomo di come l’Italia, in questo periodo storico, stia perdendo posizioni, abbia smesso di crescere e di guardare al futuro, sia ripiegata su se stessa…
Mentre veniva pubblicati questi dati drammatici, usciva l’esito di una ricerca di grande interesse commissionata dalla Siae francese per dare un valore all’apporto del settore culturale all’economia transalpina. Che cosa veniva fuori? Qualcosa di stupefacente e meraviglioso: leggetelo qui…
Elena Ferrante, il ritorno
E’ appena uscito per le edizioni e/o Storia di chi fugge e di chi resta della misteriosa Elena Ferrante, autentico fenomeno editoriale, non alla stregua dei romanzi di Fabio Volo, per intenderci, ma per una nicchia di lettori più raffinati. Questo titolo completa la trilogia dell’autrice – uno pseudonimo, dietro il quale si cela uno scrittore/una scrittrice segreta, per alcuni Goffredo Fofi o Domenico Starnone o sua moglie… – che ha per protagoniste Elena e Lila, seguite lungo gli anni.
A questa brava autrice, che ha più volte ispirato il cinema, ho dedicato l’articolo Vi dice niente il nome Elena Ferrante?
Nel video sopra, il trailer di L’amore molesto di Mario Martone con Anna Bonaiuti tratto dall’omonimo romanzo della Ferrante.
Diamo a Sgarbi quel che è di Sgarbi
Avete mai riflettuto sulla “doppiezza” di Vittorio Sgarbi? Una sorta di dottor Jekill e mister Hyde che, quando va in Tv a fare il tuttologo, sembra una persona priva di senno e che quando, al contrario, parla d’arte, lascia senza parole per la competenza.
Da Donatello a Lippi, manca qualcosa…
Visita a una delle mostre più attese della stagione: Da Donatello a Lippi. Officina pratese.
Molti pro, qualche contra.
La sede dell’esposizione, il restaurato Palazzo Pretorio di Prato, di per sé merita la visita. Bella l’idea della mostra: raccontare nascita, evoluzione e fine del Rinascimento attraverso gli artisti che lavorarono nella città, chiamati a costruire il pulpito esterno del Duomo per l’ostensione della cintola della Madonna. Soprattutto Filippo Lippi e il figlio Filippino qui espressero la loro creatività, come documenta il ciclo presente nel Duomo. (Interessante dal punto di vista storico, tra l’altro, la storia fra frate Filippo Lippi e la monaca Lucrezia). Consigliata la visita guidata, per capire più a fondo il senso del percorso espositivo e il significato di ogni singola opera. La visita culturale, infine, è l’occasione per scoprire una città che, sul piano artistico e gastronomico, riserva belle sorprese (come testimonia lo scrittore Sandro Veronesi in un video all’interno della mostra).
Tutto bene? Quasi. Qualche opera in più avrebbe meglio raccontato l’idea di fondo della mostra e dato più consistenza al suo valore. Si arriva alla fine del percorso un po’ troppo in fretta…
Cattivissimo me 2, ne vale la pena
Modesto consiglio ai genitori: se volete portare i vostri figli al cinema, scegliete Cattivissimo me 2: è un bel film, ben fatto, divertente, con quella giusta dose di “morale” che non guasta. Tra l’altro, il secondo episodio è del tutto autonomo e godibile anche per chi non abbia visto il primo.
Il cartoon made in France non ha nulla da invidiare a quelli della Disney-Pixar e compagnia bella. Anzi, mi sembra che abbia qualcosa in più di tanti prodotti della categoria americani.
L’idea del cattivo che diventa buono, il rapporto padre-figlie e la strepitosa invenzione dei Minions sono gli ingredienti forti del cartone. Notevole l’impatto estetico-emotivo, con quel bel giallo come colore dominante. Insomma, una bella occasione per passare un’ora e mezza (il film non dura poco) con i vostri figli.
Jesús Carrasco, sulla strada di Cormac McCarthy
Voglio segnalarvi un romanzo molto interessante, la cui lettura consiglio vivamente. L’ho presentato nel mio blog su Famigliacristiana.it, “Libri, il buono e il cattivo”, con questo titolo: Il nuovo Cormac McCarthy? Si chiama Jesús e ha i baffi.
Nell’articolo, come vedrete, cerco di spiegare gli elementi che accostano l’autore di La strada con quello di Intemperie (Salani). Su che cosa c’entrino i baffi, l’avrete capito guardando la foto…
Lasciamo che l’inquinamento ci uccida?
Non vanno lasciate passare inosservate due notizie della settimana.
La prima: è scientificamente provato che l’inquinamento atmosferico provoca il cancro. Lo ha certificato lo Iarc, la massima autorità oncologica mondiale, dopo un enorme lavoro per conto dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità). L’inquinamento atmosferico è stato inserito nel terribile Gruppo 1, quello dei fattori che causano certamente il cancro.
La seconda notizia: la Lombardia è la Regione più inquinata d’Europa.
Di fronte a queste notizie, colpisce anzitutto la totale indifferenza delle istituzioni e dell’opinione pubblica. Conosciamo il nostro “nemico”, sappiamo che l’inquinamento ci fa ammalare e ci uccide, e nemmeno reagiamo. Figuriamoci se protestiamo, se ci attiviamo per costringere i Governi a fare qualcosa, se scendiamo in piazza per promuovere un dibattito, una nuova consapevolezza.
Su questo tema, su cui sono più volte intervenuto, mi limito ad aggiungere che l’evidenza scientifica della correlazione fra inquinamento e cancro mette in discussione il nostro modo di vivere, chiama in causa i nostri stili di vita, le nostre abitudini. L’uomo vive consumando troppo, inquinando fino a compromettere le condizioni di permanenza sul pianeta, ma preferisce fingere di nulla, pur di non modificare la sua cultura, il suo modo di stare al mondo.
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