1 Ott 2012

Nelle classi multiculturali si impara di più

La differenza stimola la crescita.

Ho avuto il piacere di presentare l’incontro di Vinicio Ongini sulla scuola multiculturale al Festival del diritto di Piacenza. Condivido alcune riflessioni che sono state fatte, alla presenza di un nutrito gruppo di insegnanti.

– Della scuola, in generale e nello specifico del tema della multiculturalità, si tende a parlare male, evidenziando le esperienze negative e trascurando quelle positive

– La presenza di studenti stranieri nelle classi, l’eterogeneità delle classi, come l’ha definita Ongini, è fattore di ricchezza e di stimolo nell’apprendimento per tutti (lo dice l’esperienza di chi ha insegnato in tali classi)

– Si tende anche qui a fare di tutte le erbe un fascio: ad esempio, si parla genericamente di studenti stranieri, senza distinguere – un verbo su cui Ongini ha insistito – fra quelli nati in Italia e quelli nati all’estero, quelli che parlano la nostra lingua e quelli che non la conoscono… Differenze non da poco…

Ongini, per chi non lo conoscesse, è uno dei massimi esperti dell’argomento. Consiglio a tutti la lettura del suo viaggio nella scuola multiculturale, Noi domani, pubblicato da Laterza.

4 Comments

  • Pur con tutte differenze, la situazione attuale mi ricorda quella che ho vissuto io trent’anni fa quando ho iniziato ad andare a scuola in un quartiere periferico di Torino. Nella nostra classe, quasi nessuno era figlio di piemontesi, me compreso. Molti avevano più dimestichezza con il dialetto che con l’italiano e c’era qualche genitore torinese doc che si preoccupava per il futuro del figlio. Alla fine le nostre differenze ci hanno arricchito, tanto che ancora oggi sono rimasto in contatto sia con qualche compagno “polentone” che con altri “terroni” come me.

    • Grazie per la tua testimonianza, Eugenio. All’incontro con Ongini si è parlato anche di come educare le famiglie, perché è naturale che la prima reazione sia quella di preoccuparsi per l’educazione del proprio figlio,temendo ritardi o svantaggi. Il punto è: chi educa le famiglie a una cultura del diverso? chi le convince che la differenza aiuta a crescere? Se facessimo un sondaggio prendendo a campione mille famiglie, 990 affermerebbero che un immigrato ritarda l’apprendimento e crea problemi di natura varia alla classe. L’esperienza di chi lavora sul campo, invece, dice il contrario. Non mi sembra che la cultura dominante vada in questa direzione.

  • Ho fatto la supplente elementare per un breve periodo, mi avevano assegnato alcune classi in una scuola in periferia a Milano.
    C’erano molti bambini stranieri, in una classe di 22 alunni, una decina non erano italiani.
    E’ stata una bella esperienza, anche se all’inizio ero un po’ diffidente e preoccupata.
    Alla fine dell’anno abbiamo messo in piedi un musical su “Pinocchio”, hanno collaborato tutti, abbiamo scelto, con l’aiuto anche dei genitori dei bambini non italiani, musiche delle loro culture e tradizioni, tutti si sono sentiti coinvolti.
    Ho capito che se si inizia da piccoli a non guardare le differenze in modo negativo, tutto diventa più divertente e costruttivo.

    • Belissima esperienza! Immaginare bambini di varie parti del mondo impegnati a rappresentare Pinocchio a partire dalla loro cultura è semplicemente meraviglioso…

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Chi sono

Sono nato a Vicenza nel 1968. Mi sono laureato in Filosofia a Padova con una tesi su Martin Heidegger, poi ho frequentato il Biennio di giornalismo dell’Ifg di Milano. Sono caporedattore e responsabile del settore Cultura e spettacoli di Famiglia Cristiana. Mi sto occupando di Filosofia per bambini e per comunità (P4C). [leggi tutto…]

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