Elenco degli articoli in "P4C (Philosophy for children and community)"

19 Gen 2016

Jean d’Ormesson, perché l’essere anziché il nulla

Jean d'Ormesson

Jean d’Ormesson

Il mio canto di speranza (Edizioni Clichy) di Jean d’Ormesson sembra essere stato scritto come testo-pretesto per una sessione di philosophy for community. Con tono affabile e invidiabile lucidità, il “vecchio saggio” della cultura francese ha composto un racconto a tratti addirittura poetico che sgorga da una domanda antica ed eterna: perché l’essere e non il nulla?

Già, perché l’universo, anzi gli universi, i pianeti, le galassie, il sorgere della vita, la comparsa dell’uomo, fino all’edificazione della civiltà, della cultura, all’arte? Un caso? Il risultato del disegno creatore di qualche entità trascendente?

D’Ormesson compie una vera e propria passeggiata nella storia dell’universo – meglio ancora: dell’essere – e dell’umanità, sempre riportando le grandi posizioni che quell’essere pensante che è l’uomo ha assunto per spiegarlo e poi esprimendo, con garbo e convinzione, la propria personale posizione: l’essere al posto del nulla, l’uomo, il pensiero, sono il frutto di un atto divino. Per questo ha senso sperare, credere che ci sia uno scopo, una finalità al nostro essere nel mondo.

E’ ammirevole la semplicità e la serenità con cui l’autore afferma la sua posizione, mai per contrapporla a chi la pensa diversamente da lui.

La domanda originaria – perché qualcosa anziché niente -, la capacità di presentare in maniera semplice teorie scientifiche e posizioni della tradizione filosofica, l’apertura con cui espone le proprie idee, ne fanno appunto un testo eccezionale per stimolare una discussione sulle grandi questioni dell’umanità.

30 Dic 2015

Javier Marías e le sue storie filosofiche

Javier Marías

Javier Marías

Questo è il mio primo post all’interno del blog sulla categoria “P4C (PHILOSOPHY FOR CHILDREN AND COMMUNITY”. Chi conosce la “filosofia per bambini” sa di che cosa sto parlando; per spiegarlo agli altri, in poche parole, direi che è la pratica della filosofia con i bambini.

Non si tratta quindi di insegnare la storia della filosofia ai bambini, ma di fare filosofia – pensare – insieme a loro. Il metodo adottato è il curriculum Lipman, il filosofo americano collaboratore di Dewey che può essere considerato il fondatore della philosohy for children.

Il curriculum Lipman – ovvero la metodologia attraverso il quale si fa filosofia con un gruppo – è in realtà applicabile a qualsiasi altra forma di comunità: i lavoratori di un’azienda, gli insegnanti di una scuola, gli anziani di una casa di riposo, gli abitanti di un quartiere…

In questa sezione del mio blog tornerò su questa esperienza, sul metodo, sulle iniziative. Per ora mi limito a dire che da poco è iniziata anche la mia avventura in questo mondo: dopo aver frequentato il corso di formazione di Acuto, sto svolgendo il tirocinio per conseguire il titolo di Teacher riconosciuto dal Crif, il Centro per la ricerca e l’indagine filosofica.

Ora, una delle questioni centrali della P4C, sia quando viene svolta con i bambini, sia quando è praticata in altre comunità, è il cosiddetto testo-pretesto, vale a dire quel testo a partire dal quale si innesca la discussione filosofica. Accanto ai testi canonici, in sostanza quelli di Lipman e qualche altro, è aperta la questione di quali testi possano essere assunti per svolgere questa funzione.

Anche su questi temi tornerò in seguito, ma in questo momento mi preme svelare che ho trovato un autore che, con i suoi libri, si presta perfettamente ad assolvere questa funzione. Si tratta di Javier Marías, grande autore spagnolo, vincitore di molti premi, e autore di alcuni romanzi fondamentali come la trilogia Il tuo volto domani e Domani nella battaglia pensa a me (citazione di Shakespeare, un autore a cui è molto legato).

Ebbene, leggendo il suo ultimo romanzo, Così inizia il male, pubblicato come sempre da Einaudi, mi sono imbattuto in una serie di brani che non solo si prestano perfettamente a fare da testo-prestesto per una sessione di P4C, ma sembrano essere stati scritti proprio per questo! Fra i tanti esempi, ne cito un paio. Fra pagina 23 e pagina 25, attraverso i suoi personaggi, portati a riflettere insistentemente sulle cose che accadono, Marías offre spunti di eccezionale forza per indagare i temi della verità, della falsità e della memoria. Poco più in là, fra le pagine 27 e 29, un altro testo assai stimolante per una sessione che verta sui concetti di verità e decisione.

Lo stile dell’autore spagnolo è talmente adatto come punto di partenza per una discussione filosofica che alla fine ho segnato con la classica orecchia alla pagina tutti i brani utilizzabili per tale scopo.

Pagine:«12

Chi sono

Sono nato a Vicenza nel 1968. Mi sono laureato in Filosofia a Padova con una tesi su Martin Heidegger, poi ho frequentato il Biennio di giornalismo dell’Ifg di Milano. Sono caporedattore e responsabile del settore Cultura e spettacoli di Famiglia Cristiana. Mi sto occupando di Filosofia per bambini e per comunità (P4C). [leggi tutto…]

Preghiere selvatiche

There's a blaze of light In every word It doesn't matter which you heard The holy or the broken Hallelujah
Leonard Cohen

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