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13 Dic 2012

Etty Hillesum, trovare il bene nel male

Etty Hillesum

Adelphi ha pubblicato l’edizione integrale dei Diari di Etty Hillesum, la ragazza ebrea che, nel buio del lager, seppe trovare e  donare luce. È la prima volta che questa preziosa testimonianza viene presentata nella sua interezza. Ho scoperto la sua storia e, soprattutto, il suo messaggio grazie a una cara amica, che in lei ha trovato un esempio e la forza per vivere e dare senso al suo dolore personale.

L’inestimabile insegnamento che viene da questa giovane è che anche al cospetto del male, dell’ingiustizia, della disumanizzazione è possibile non solo non perdere la propria dignità di persone, ma anche inseguire e gustare una inspiegabile gioia e pienezza. Nella più piena e assurda insensatezza c’è un senso. Tutto ciò ha a che fare con il mistero del dolore, del male, e con la sua accettazione. Un tema che – lo confesso – mi resta ostico e insuperabile. Di fronte al male, la mia reazione tende a vincerlo, superarlo, trasformarlo almeno. Difficile è, per me, l’accettazione. Eppure di continuo sbatto contro questa parola: l’accettazione della vita, anche nelle sue pieghe negative. La mia pochezza mi porta a scindere l’energia e l’impegno attivo da mettere in campo contro il male dalla sua accettazione, come poli incompatibili e inconciliabili. Forse non è così, sicuramente non sarà così.

Ho letto con enorme interesse, in questo senso, La bontà insensata di Gabriele Nissim.

Etty che dice? Che di fronte a ciò che non può essere cambiato, resta la possibilità dell’accettazione e di uno sguardo interiore che conduce a una gioia e a una serenità insospettabili. “Non sforzarti di cambiare ciò che non puoi cambiare, sforzati di cambiare ciò che puoi cambiare”, recita un detto francescano. Di certo, dalla natura della nostra “risposta” esistenziale al male che incontriamo dipende la qualità della nostra vita, della nostra serenità. Senza una personale risposta allo scandalo del male, qualcosa continuerà a inquietarci, come una spina conficcata nel cuore.

Mettiamoci all’ascolto di Etty, dunque.

23 Nov 2012

19 rompicapi morali, più i miei

I dubbli amletici dell’esistenza.

Mi è arrivato da Laterza (quanti bei libri pubblica questo editore!) un accattivante saggio: Del profumo dei croissants caldi e delle sue conseguenze sulla bontà umana. Sottototitolo: 19 rompicapi morali. Lo ha scritto Ruwen Ogien direttore di ricerca al Cnrs, autori di vari saggi di etica.

Tanti i meriti del volume:

– dimostrare che la filosofia è insita nella nostra vita quotidiana e che, qualunque atteggiamento o scelta compiamo, esprimiamo un modo di ragionare

– mostrare come, in circostanze diverse, il confine tra l’essere o il diventare buoni e l’essere o diventare cattivi sia piuttosto labile

– fornire una scatola di attrezzi per affrontare i piccoli-grandi dilemmi morali della nostra esistenza

Ciascuno potrebbe raccontare i suoi dilemmi morali. Provo a citarne alcuni io.

1) Come comportarsi in luoghi, gruppi, ambienti in cui a prevalere ed essere riconosciuti non sono il merito, il talento, la capacità, bensì altri comportamenti, come il mostrarsi compiacenti con il capo, il non dissentire dalla linea dei potenti di turno? Ha senso continuare a spendere le proprie energie in questi contesti? Come far riconoscere il proprio valore a chi, nei fatti, si dimostra incapace – costitutivamente o per calcolo – di farlo?

2) Come reagire di fronte al male? Lo so, è una domanda impossibile, assurda, da cento millioni di dollari. Eppure tutti dobbiamo, in scale diverse, misurarci con il problema dei problemi: la presenza del male, nella sue infinite forme (ingiustizia, arroganza, corruzione, egoismo, violenza, dolore, malattia…). E la nostra serenità e il nostro equilibrio dipendono molto dalla risposta che diamo a questa domanda ineludibile. Dunque, come la mettiamo con il male che tocca la nostra vita? Come non soccombere, senza venirne schiacciati? Come far valere i propri diritti, senza farsi collusi al potere?

Chi sono

Sono nato a Vicenza nel 1968. Mi sono laureato in Filosofia a Padova con una tesi su Martin Heidegger, poi ho frequentato il Biennio di giornalismo dell’Ifg di Milano. Sono caporedattore e responsabile del settore Cultura e spettacoli di Famiglia Cristiana. Mi sto occupando di Filosofia per bambini e per comunità (P4C). [leggi tutto…]

Preghiere selvatiche

There's a blaze of light In every word It doesn't matter which you heard The holy or the broken Hallelujah
Leonard Cohen

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