Elenco degli articoli taggati con "vita Archives - Paoloperazzolo.it"

4 Ott 2013

I ragazzi della via Pal hanno colpito ancora

Una scena del film "I ragazzi della via Pal" del 2003.

Una scena del film “I ragazzi della via Pal” del 2003.

Nel mio blog sui libri su Famigliacristiana.it ho dedicato un post alla reazione di mio figlio Pietro alla lettura de “I ragazzi della via Pal”, in particolare alle righe in cui si racconta la morte del piccolo-grande Nemecsek.

Il post ha avuto un notevole riscontro e ha commosso qualcuno. La commozione di Pietro è stata contagiosa ed è diventata la testimonianza di una iniziazione alla letteratura, come esperienza di vita. 

Se avete voglia di leggere quell’articolo, eccolo qui.

28 Ago 2013

Sport estremi, un brivido non vale una vita

In volo sulla città.

In volo sulla città.

L’uomo per natura vuole superare i suoi limiti. E provare emozioni, forti e travolgenti. Fino a mettere a repentaglio la vita, come accade a volte con gli sport estremi. Ha senso? Fino a che punto la tensione a sperimentare giustifica il rischio?

Una mia riflessione morale sugli sport estremi.

 

6 Giu 2013

Roberto Saviano: allora ho detto, io non ci sto più

Roberto Saviano, 33 anni.

Roberto Saviano, 33 anni.

Ho avuto il piacere di intervistare Roberto Saviano. È stato un incontro interessante, sia sotto il profilo umano, sia per i temi che abbiamo affrontato. Mi sembra che siano emerse cose importanti, in parte anche inedite. Ecco il link all’intervista che ho realizzato per Famiglia Cristiana: www.famigliacristiana.it/informazione/dossier/dossier/droga-educare-e-meglio-che-legalizzare/intervista-a-saviano-qualcuno-mi-spieghi-quali-alternative-ci-sono.aspx

14 Gen 2013

Pi, Ulisse, Giobbe e l’istinto di sopravvivenza

«Dio, ho perso la mia famiglia, ho perso tutto. Che cosa vuoi da me?». «Tu sia lodato per ogni cosa». Sono alcune delle frasi che Pi grida a Dio, mentre vaga con la sua barca in mezzo all’oceano. Ho visto il film di Ang Lee al cinema, tratto dal romanzo di Yann Martel, poco dopo che aveva fatto incetta di nomination agli Oscar, secondo solo a Lincoln di Steven Spielberg.

È un film che non lascia indifferente lo spettatore. Anziutto per la sua straordinaria potenza visiva (da sottolineare il ruolo di un italiano, Claudio Miranda, alla fotografia): sappiamo che la capacità visionaria di Ang Lee è stupefacente. Alcune sequenze sono fra le più emozionanti che io abbia mai visto al cinema.

Mi ha interessato molto la dimensione filosofica del film. Chi è Pi? Un moderno Ulisse, protagonista di un viaggio che sembra infinito, come le cose che gli insegna? Oppure, meglio, un moderno Giobbe, la cui fede viene provata a livelli sempre più profondi? Pi è un ragazzo aperto alle religioni, da tutte accoglie qualcosa, in un personalissimo sincretismo; a somministrargli lalezione del razionalismo è il padre; la letteratura è l’altra grande maestra della sua vita…

Con questo bagaglio, il ragazzo si troverà ad affrontare una prova quasi insostenibile: quella che pone l’uomo di fronte all’istinto di sporavvivenza. Che ne è, allora, dei principi morali, delle leggi divine, della fede?

Un film che merita davvero di essere visto.

 

4 Gen 2013

Scandalosa Etty Hillesum

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Etty Hillesum in un fotomontaggio.

Ho concluso la lettura della versione integrale dei Diari di Etty Hillesum pubblicata da Adelphi. Che donna (credo che il complimento le farebbe davvero piacere…).

Confesso che mi hanno sorpreso e spiazzato i primi quaderni, quelli che documentano la relazione con il chirologo Julius Spier, che non avevo mai letto e che, forse, sono meno noti al pubblico. Certamente il rapporto con quest’uomo ha contribuito a forgiare la personalità e l’interiorità della ragazza.

Le straordinarie intuizioni concentrate negli ultimi quaderni – nei quali l’incombere della catastrofe nazista con le deportazioni si fa sempre più concreto e opprimente – trovano varie anticipazioni nelle pagine precedenti, che costituiscono una lunga preparazione allo stato d’animo e alle scelte finali. Il confronto con questi documenti eccezionali colpisce per la straordaria interiorità di Etty: in tempi di materialismo greve e piatto, riscoprire la vita e il pensiero di una donna che è riuscita a scandagliare la spiritualità del proprio animo come pochi altri nella storia sarebbe senz’altro utile. Come ho già detto nel post precedente dedicato alla Hillesum (vedi qui), la lucidità e la serenità con cui riuscì a vedere la presenza di Dio e la bellezza della vita anche nell’orrore più angosciososo rappresentano una lezione vorrei dire inimitabile. Quando dice che l’uomo occidentale – in ciò svantaggiato rispetto all’orientale –  fatica a cogliere le opportunità insite nell’esperienza del dolore e del male, sembra che parli di molti di noi, senz’altro di me.

Infinte le citazioni che vorrei condividere…

“L’unico modo che abbiamo di preparare questi tempi nuovi è di prepararli fin d’ora in noi stessi”.

“Esisterà pur sempre un pezzetto di cielo da poter guardare, e abbastanza spazio dentro di me per congiungere le mani in una preghiera”.

“Ogni violenza nel mondo ha delle conseguenze, come ogni azione. Esistiamo per prendere su di noi un po’ del dolore del mondo offrendo il nostro petto, non per moltiplicarlo, facendo a nostra volta violenza”.

Se riportassi tutti i passaggi che ho sottolineato ed evidenziato durante la lettura, finerei con lo scrivere a mia volta un lungo libro. Mi limito a dare voce, nello spazio “Preghiere selvatiche del blog”, a un’intuizione “scandalosa” e sconvolgente di Etty. Sarebbe interessante studiare a fondo la sua teologia…

14 Nov 2012

L’altro lato di “Amour”

Il libro di Mariapia Bonanate.

Ho parlato in questo blog del film Amour (vedi qui), storia di una coppia anziana, in cui la donna viene colpita da un morbo che la priverà via via di ogni autonomia. Su un orizzonte tematico affine è uscito di recente un libro prezioso, Io sono qui, scritto da Mariapia Bonanate (Mondadori).

È un libro intenso e forte che merita di essere letto con la massima attenzione e che ha il pregio di mostrare la questione del “fine vita” e – aggiungo – dell’amore di coppia sotto una luce diversa, rispetto al film.

Ho cercato di spiegare il senso e l’interesse di questa testimonianza in un articolo che ho scritto per il mensile Vivere, poi ripreso da Bioetica News, la rivista del centro cattolico di bioetica. Ecco il link per chi volesse leggerlo: www.bioeticanews.it/dev/2012/11/il-libro-io-sono-qui-il-mistero-di-una-vita-sospesa/

15 Ott 2012

Veladiano: Dio è impotente di fronte al male?

La scrittrice Mariapia Veladiano.

Chi ha letto La vita accanto (Einaudi) di Mariapia Veladiano aspettava la nuova prova della scrittrice, anche teologa, professoressa di Lettere. Si sentiva vibrare una voce nuova, in quel romanzo che aveva vinto il Calvino e sfiorato lo Strega. Storia “insolita” di una bambina brutta e della sua travagliata avventura in una società che fa dell’apparenza il criterio fondamentale di giudizio. Il tema del male nel mondo,  che già li si affacciava, diventa centrale nel novo romanzo, Il tempo è un dio breve, in uscita sempre da Einaudi il 23 prossimo.

Lo scandalo del male, nella forma acuta del dolore innocente, ovvero il dolore che colpisce chi è senza colpa, un bambino, è qui centrale. A esso si intrecciano altri temi: l’amore e la sua forza redentrice, la libertà dell’uomo, la depressione, la famiglia, fonte di gioia ma anche di “condanna” laddove fa venir meno l’apporto affettivo… Un romanzo appassionante, introspettivo, che entra con delicatezza nelle pieghe della psiche umana e dà vita a intensi diaologhi teologici. Al momento, non svelo niente di più…

È sicuramente nata una nuova scrittrice – per questo bastava già La vita accanto -, ora possiamo forse dire che è nata una scrittrice cattolica, definizione da non assumere come etichetta limitante, bensì come indicazione di una letteratura che, senza rinunciare in nulla alla cura della scrittura e al fascino del racconto, sa affrontare le grandi questioni della vita. Fra le quali, quella di Dio, dimenticata da buon parte della letteratura odierna.

 

Chi sono

Sono nato a Vicenza nel 1968. Mi sono laureato in Filosofia a Padova con una tesi su Martin Heidegger, poi ho frequentato il Biennio di giornalismo dell’Ifg di Milano. Sono caporedattore e responsabile del settore Cultura e spettacoli di Famiglia Cristiana. Mi sto occupando di Filosofia per bambini e per comunità (P4C). [leggi tutto…]

Preghiere selvatiche

There's a blaze of light In every word It doesn't matter which you heard The holy or the broken Hallelujah
Leonard Cohen

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