Elenco degli articoli taggati con "pace Archives - Paoloperazzolo.it"

13 Lug 2013

Malala, Nobel per la cultura

A Malala, la ragazza pachistana a cui i talebani hanno sparato per impedirle di continuare la sua battaglia a favore dell’istruzione, soprattutto femminile, propongo di assegnare il Nobel per la cultura. Non mi è sfuggito che è candidata al Nobel per la pace, né che esiste il Nobel per la Letteratura o per la Medicina, ma non per la cultura. Tra l’altro, sarebbe un Nobel per la pace meritatissimo: commoventi le sue parole, ieri alle Nazioni Unite, in cui ha ricordato la lezione di Maometto, Gandhi, Gesù, Madre Teresa, Martin Luther King, il valore della non violenza e del perdono… Ancora di più, tuttavia, mi hanno colpito le sue parole sulla forza dirompente dei libri, delle parole, della scrittura. E dunque sul diritto di ogni essere umano all’istruzioine. Ecco perché meriterebbe un ipotetico Nobel per la cultura più di tanti scienziati o scrittori.

Quel suo discorso sul ruolo fondamentale dell’istruzione e sul potere dei libri di cambiare il mondo andrebbe studiato nelle scuole e meditato a fondo da parte di molti intellettuali… Per conoscere un po’ meglio questa straordinaria ragazza di 16 anni, suggerisco Storia di Malala di Viviana Mazza edito da Mondadori.

8 Dic 2012

Una domanda a Mo Yan

Il fatto è noto: Mo Yan, Nobel per la letteratura 2012, ha rifiutato di prendere posizione a favore di Liu Xiaobo, intellettuale cinese detenuto, Nobel per la pace 2010. Ha inoltre espresso parole ambigue sulla censura – in alcuni casi sarebbe necessaria – e aggiunto che ha ricevuto il Nobel per la letteratura, non per la politica.

Proprio quest’ultimo è il punto a mio avviso decisivo: la separazione istituita e rivendicata da Mo Yan fra letteratura e politica. Ora, è certo che la letteratura è altra cosa dalla politica, ma affermare che non ne è toccata, che non la riguarda, che vive per conto suo, separata dalla vita e dalla storia, è fare un grave torto alla letteratura stessa. Sarebbe stato auspicabile che un senso di solidarietà, compassione e giustizia avesse indotto lo scrittore cinese a dire almeno una parola a favore di Xiaobo. In sua assenza, avrebbe dovuto essere proprio il significato profondo della letteratura a spingerlo a pronunciarsi: se la la politica non riguardasse la letteratura, o viceversa, non sapremmo che senso avrebbe lo scrivere. Se sentiamo il bisogno, e il piacere, di leggere libri, dipende dal fatto che sanno raccontare, svelare, testimoniare la vita, di cui la politica – nella sua accezione più ampia e nobile – è una componente importante.

Raccontando le storie di Sorgo rosso o di Il supplizio del legno di sandalo, non hai “fatto” politica, caro Mo Yan? Non hai detto detto parole, espresso punti vista, preso decisioni che hanno a che fare con la convivenza fra gli uomini, con la polis?

Una letteratura che non ha niente da dire sulla politica, e si ritrae indifferente e arrogante di fronte ad essa, non è vera letteratura. Per questo, Mo Yan, ci hai deluso.

Chi sono

Sono nato a Vicenza nel 1968. Mi sono laureato in Filosofia a Padova con una tesi su Martin Heidegger, poi ho frequentato il Biennio di giornalismo dell’Ifg di Milano. Sono caporedattore e responsabile del settore Cultura e spettacoli di Famiglia Cristiana. Mi sto occupando di Filosofia per bambini e per comunità (P4C). [leggi tutto…]

Preghiere selvatiche

There's a blaze of light In every word It doesn't matter which you heard The holy or the broken Hallelujah
Leonard Cohen

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