18 Nov 2020

Critica della ragione del lettore – Perché leggere è un’esperienza meravigliosa

Si vuole qui tentare di elaborare una Critica della ragione del lettore.

  1. Il lettore è alla ricerca di qualcosa che sente di non avere, di qualcosa che gli manca, che desidera, anche se quasi sempre non sa dargli un nome.
  2. Quindi il lettore sente di non bastarsi, di non essere autosufficiente.
  3. Per questo cerca al di fuori di sé qualcosa che percepisce di non avere già in sé.
  4. A riprova di questa propensione all’alterità del lettore sta il fatto che si rivolge a qualcosa di altro da sé sotto diverse forme.
  5. Anzitutto prende in mano un libro, un oggetto esterno, e poco cambia se sia in formato cartaceo o digitale.
  6. Poi si affida a un autore, colui che ha scritto quel libro, ma ancor prima a un editore, uno stampatore, un distributore, un libraio…
  7. Caratteristica fondamentale del lettore è l’ascolto, ulteriore conferma della sua disponibilità all’alterità: chi legge fa silenzio dentro di sé per mettersi in ascolto di qualcosa.
  8. Vale la pena sottolineare che, soprattutto in tempi frenetici e sovraccarichi di informazioni e proposte, fare ascolto, cioè creare uno spazio, un vuoto in sé per creare le condizioni per accogliere qualcosa d’altro, è un gesto tutt’altro che banale, se non rivoluzionario.
  9. Quindi il lettore è accogliente, è aperto all’ospitalità.
  10. Non è un gesto semplice, quello compiuto dal lettore. Leggere significa mettersi in sintonia con il pensiero di un altro – il narratore -, accettare di capire ciò che racconta e comunica, sintonizzarsi con una trama, imparare a riconoscere dei personaggi, memorizzare la successione degli eventi…
  11. Nella lettura il mondo esterno è, per così dire, momentaneamente sospeso, mentre uno nuovo, inedito, si va formando nella sua mente.
  12. E questo mondo nuovo sorto nella sua mente entra in relazione con il suo mondo interiore e, per questa via, modifica anche la sua percezione del mondo esterno.
  13. Il lettore ha voglia di imparare qualcosa di nuovo, di viaggiare, di conoscere altre culture, altre persone, altri popoli al di là dei limiti fisici ed economici imposti dalla vita.
  14. Leggere è un atto dinamico, attivo, creativo, perché se il corpo è fermo, la mente corre…
  15. In ciò la lettura si differenzia da molte altre attività simili.
  16. Leggere è un esercizio di concentrazione su un solo oggetto: qualità sempre più rara di questi tempi in cui siamo “concentrati” su mille cose contemporaneamente, e quindi su nessuna in maniera profonda (chi ha detto che il multitasking è una qualità?).
  17. Leggendo si fugge e al tempo stesso si ricostruisce il mondo.
  18. Nella lettura è come se il mondo esterno venisse sospeso, come se le distrazioni tacessero, permettendo così al lettore di mettersi in ascolto della sua interiorità, del suo io più profondo, dei suoi pensieri, sentimenti, esperienze, i quali vengono maieuticamente evocati da ciò che si sta leggendo, dalla storia che si sta raccontando e da ciò che accade ai personaggi. Leggendo, ci si riconnette alla propria interiorità, offuscata dai rumori del mondo.
  19. Leggendo, mi incarno in altre persone, vivo altre epoche, faccio esperienze che mai avrei fatto, visito luoghi sconosciuti… amplifico libro dopo libro il mio io, che si espande e cresce fino a diventare così vasto da contenere moltitudini (Walt Whitman).
  20. Leggendo sono diventato donna, sono tornato bambino, mi sono trasformato in un anziano; sono stato un soldato e il suo nemico; ho compiuto il bene e il male; ho assunto mille nazionalità e parlato altrettante lingue: sono diventato parte dell’umanità.
  21. Leggere è un ottimo modo per comprendere la molteplicità dei punti di vista, il pluralismo delle idee. Ogni personaggio, a cui bisogna aggiungere lo scrittore, la pensano a modo loro e vedono un fatto coni loro occhi singolari. Diversamente dagli altri, con sfumature diverse. Il lettore conosce l’uno e l’altro, vede il bianco e il nero. Perciò la lettura è una straordinaria scuola di empatia e di educazione al dialogo e al pluralismo. E alla tolleranza: perché comprendo che ogni cuore ha le sue ragioni.
  22. La lettura è, semplicemente, compagnia e fonte di consolazione. È compagnia nella solitudine, antidoto alla noia. E consolazione dalle amarezze del mondo, in quanto gesto intimo, privato, personale, in cui il mondo ritrova un ordine e un senso.
  23. Ritrova un ordine e un senso non perché eluda o superi il dolore e il male, ma tematizzandoli, facendoli l’oggetto del narrare. Scoprendoli nel mondo, nella storia, negli altri, il lettore ne diventa consapevole, li accetta come parte di sé, con cui convivere.
  24. Leggere è un atto di libertà: scelgo cosa leggere, quale autore, quando, dove…
  25. Se un lettura è imposta, non è autentica lettura, ma qualcosa di diverso.
  26. Leggere è tuffarsi nella vita: ogni libro ne è un concentrato.
  27. Leggere educa alla pazienza: di seguire la trama, di conoscere un po’ alla volta i personaggi, di non capire e sapere tutto fin dall’inizio e senza alcuno sforzo…

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Chi sono

Sono nato a Vicenza nel 1968. Mi sono laureato in Filosofia a Padova con una tesi su Martin Heidegger, poi ho frequentato il Biennio di giornalismo dell’Ifg di Milano. Sono caporedattore e responsabile del settore Cultura e spettacoli di Famiglia Cristiana. Mi sto occupando di Filosofia per bambini e per comunità (P4C). [leggi tutto…]

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